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Questo sito parla di psico-bufale
Leggende metropolitane sulla psicologia (e sugli psicologi)
Per chi, prima di crederci, vuole verificare
 
Sulla psicologia girano un sacco di strane storie
E' un classico. Ogni volta che salta fuori che faccio la psicologa (qui qualche notizia su di me), c'è qualcuno che commenta:
"Occhio, che questa ci legge nella mente appena apriamo bocca!"
"D'ora in poi dovremo stare attenti a parlare con te!"
"Qua verremo tutti psicanalizzati!"
"Ragazzi, salterà fuori che siamo tutti matti!"
Per non parlare poi del domandone:
"Stanotte ho fatto questo sogno:cosa vuol dire?"
Insomma: sembra che siano veramente in molti a pensare che la laurea in psicologia dia il potere di aprire la testa della gente. E dire che oramai siamo pieni di pubblicazioni e di siti che parlano di psicologia ai non-esperti. E allora come mai, nonostante questa mole di informazioni disponibili per chiunque, continuo a sentire frasi come quelle che avete appena letto?
Forse il problema sta proprio qui: tutti si affannano a spiegare CHE COS'E' la psicologia. E nessuno si prende la briga di spiegare cosa NON E', e cosa gli psicologi NON FANNO.
E' così che le leggende metropolitane nascono, crescono... e viaggiano, viaggiano, viaggiano... Perchè nessuno si preoccupa di smentirle.
 
Di chi è la colpa?
Ognuno ha le sue idee. C'è chi pensa che dipenda dagli psicologi, che non sanno spiegare correttamente quel che fanno. Qualcun altro ritiene che siano i media a non informarsi abbastanza e a dare le notizie con superficialità. E qualcun altro ancora, per par condicio, dà  la colpa a entrambe le categorie. 
Beh, io la penso diversamente: io faccio fatica a parlare di colpe. Semplicemente, la psicologia è una disciplina difficile da rendere appieno ai non addetti ai lavori. I media poi hanno una difficoltà supplementare, che non dipende dall'argomento ma dal linguaggio che devono adottare: stringato e facilmente comprensibile, con pochi giri di parole. Ovvio che poi qualcosa, in questo sforzo di sintesi, finisca per perdersi. Ed è anche ovvio che le informazioni così condensate appaiano un po' superficiali se non proprio distorte. Semplificare significa per forza anche snaturare un po': ma forse non c'è un'altra strada.
E' questione di linguaggi diversi, insomma, non di colpe. L'importante è saperlo e tenere presente che la psicologia che passa sui media è solo una minima parte, una versione ridotta all'osso e piegata a esigenze di "notiziabilità". A volte, proprio per questo, anche stravolta. Prendiamola con filosofia, e soprattutto con le molle. 
Contro le bufale: un sito, un blog, un libro
Ecco perchè dopo anni di professione ho deciso che era ora di fare qualcosa. Nessuno aveva mai pensato di creare un sito per sfatare le leggende metropolitane su chi fa il mio mestiere, così l'ho fatto io.
Perciò questo è un sito di psicologia, sì. Ma ne parla in modo esattamente opposto a quel che fanno tutti: dicendo quel che la psicologia non è. Ed elencando le più frequenti psico-bufale in cui si crede. Il mio materiale di partenza sono quelle in cui mi imbatto personalmente nella mia professione e nei discorsi che sento in giro. Potete contribuire ad arricchire l'elenco scrivendomi: ne sarò ben lieta.
Ho anche un blog che uso per seguire in tempo reale le bufale che scovo in Internet, sui giornali e in TV e, ultimo nato in questa operazione anti-fandonie, c'è anche un libro sulle psico-bufale.
Chi si appassiona all'argomento, poi, qui trova anche una sezione dedicata agli psico-dilemmi: ovvero alcuni chiarimenti su cosa fa davvero uno psicologo, soprattutto sugli aspetti meno noti. Notizie spicciole, risapute per gli addetti ai lavori ma non altrettanto per tutti gli altri. C'è pure una serie di pagine sugli psico-false friends: le tante parole, cioè, adoperate sia in psicologia che nel linguaggio comune ma con significati diversi.
 
Perché combattere le psico-bufale?
Prima di tutto perché non mi piace che il mio lavoro sia percepito in modo distorto. Questione di gusti personali: a qualcuno potrà anche far piacere essere visto come un mezzo mago, a me decisamente no. 
In secondo luogo perché i luoghi comuni non sempre sono una roba tanto innocua. Mettiamo che io sia davvero convinta che uno "psico-qualcosa", magari sapendo a malapena come mi chiamo, sia in grado di dirmi cosa devo fare per risolvere le mie difficoltà (in fondo i giornali sono pieni di psico-consigli su tutto, no? In realtà è una bufala, una delle più diffuse, ma io non lo so). Prendo appuntamento. E cosa succede? Con mio grande stupore scopro che questo tizio non mi dà neanche l'ombra di un consiglio: continua invece a farmi parlare, mi fa domande, magari vuole addirittura rivedermi perchè dice che ha bisogno di conoscermi meglio. E non ho avuto nessuna soluzione istantanea ai miei problemi. Non sarò per caso finita nelle mani di un incapace? Non sarà che la psicologia e gli psicologi in generale sono tutti dei truffatori? Mah, quasi quasi nel dubbio io non ci vado più. Risultato: mi tengo il mio disagio e non mi fido più di nessun professionista che inizi con "psico-".
Ecco qua: sono stata vittima di una leggenda metropolitana, non me ne sono resa conto e mi sono privata di un'occasione per lavorare sul mio problema.
Capite adesso perchè dicevo che i luoghi comuni non sono poi così innocui?
 
Morale della favola: i luoghi comuni possono fare molto male
Perché creano false aspettative su quel che si può avere andando da uno psicologo.
Perché creano frustrazione nei pazienti che pensano, in buona fede, di ottenere una cosa e invece ne ottengono un'altra.
Perché creano difficoltà agli psicologi che cercano di fare il loro lavoro correttamente e rischiano di passare per incompetenti.
Perché qualche paziente può pensare che la psicologia non sia che una gigantesca messinscena e rinuncerà a farsi aiutare. Tenendosi il suo disagio.
 
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Dott.ssa Silvia Bianconcini - V.le De Amicis I tr. 4 - 40026 IMOLA (BO) - 335/6306663
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