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psicologo ti dice cosa devi fare" |
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| "Lo psicologo ti dice cosa devi fare" |
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| 18 marzo 2004 |
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| Per piacere, mi dica lei! |
| Come sarebbe bello e rassicurante, quando la vita
si fa difficile e si devono fare scelte impegnative, se qualcuno
prendesse il nostro posto! Un po' come quando eravamo bambini: nessuno
si aspettava che decidessimo noi sulle cose dei "grandi"
perché c'era chi pensava e sceglieva per noi. Ecco, certe
volte si va da uno psicologo proprio con questo stato d'animo: sperando
che sia lui a dirci come agire di fronte alle scelte più
difficili della vita. |
| Ma se lui decidesse al posto nostro sarebbe
veramente nostra, quella decisione? |
| E se poi, metti caso, quella scelta si rivelasse la
peggiore? |
| Ci troveremmo a dover pagare le conseguenze di una
decisione non nostra. Ci muoveremmo nella nostra vita facendo passi
decisi da altri. Di cui saremmo noi a dover rendere conto. |
| Assurdo, no? |
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| Qual è il dovere di uno
psicologo in questo caso? |
| Non sostituirsi al suo paziente, anche quando la
tentazione è forte. Parlo ovviamente di pazienti pienamente
capaci di "intendere e volere", come comunemente si dice. E' chiaro che
se lo psicologo ha davanti a sè un adulto non nel pieno
possesso delle sue facoltà mentali o un bambino il suo
comportamento sarà diverso, ma questi sono casi a parte: io
qui parlo delle persone con piena autonomia di giudizio e di scelta.
Diamo allora uno sguardo al Codice Deontologico degli psicologi,
cioè al comportamento che ogni psicologo deve tenere nel suo
lavoro. C'è scritto: |
| "Lo psicologo rispetta (...) il diritto
all'autodeterminazione e all'autonomia di coloro che si avvalgono delle
sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi
dall'imporre il suo sistema di valori" (art. 4). |
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| In soldoni: lo psicologo deve lasciare
decidere il suo paziente |
| Quando
il Codice dice che debbo astenermi dall'imporre il mio sistema di
valori, significa che io devo lasciare fuori dal discorso fra me e il
mio paziente ogni indicazione su cosa sia giusto o sbagliato. Non vuol
dire che io, nella mia vita personale, non debba avere dei criteri per
decidere quel che è giusto e quel che non lo è.
Vuol dire che quelli devono restare i miei criteri. Il paziente deve
scegliere in base ai suoi, e io non posso cercare di influenzarlo. |
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| E
se uno psicologo non riesce a restare neutrale? |
| Può
succedere. Può capitare che di fronte a episodi con un
fortissimo impatto emotivo lo psicologo interpellato senta di non
riuscire a mantenere la distanza ottimale fra i propri valori e le
scelte del suo paziente. Gli psicologi sanno molto bene che questo
può capitare a ognuno di loro e sono ben allenati a stare in
guardia di fronte a questo pericolo. |
| E qui
vien fuori la serietà: il bravo professionista, infatti, sa
che se non supera questo disagio ciò finisce per ostacolare
il lavoro talvolta anche gravemente. In questi casi può
anche - anzi, deve - arrivare a rifiutarsi di seguire quel paziente.
Sentiamo ancora una volta che dice il Codice Deontologico: |
| "Lo
psicologo si astiene dall'intraprendere o proseguire qualsiasi
attività professionale ove propri problemi o conflitti
personali, interferendo con l'efficacia delle sue prestazioni, le
rendano inadeguate o dannose alle persone cui sono rivolte" (art. 26). |
| Perciò, se chiedete aiuto a uno
psicologo e lui risponde di non essere in grado di seguire il vostro
caso, non prendetelo come segno di incapacità o di rifiuto.
Tutt'altro: probabilmente avete incontrato un professionista che sa
bene quello in cui riesce e quello in cui non riesce (non fidatevi di
chi dice di saperci fare in tutti i campi!) e che non vuole farvi
perdere nè tempo nè denaro. Che giudizio dareste
su chi accetta di seguire un paziente pur sapendo che probabilmente non
sarà in grado di farlo? |
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| Ma allora lo psicologo si disinteressa del
suo paziente? |
| No. Si interessa ai suoi problemi, considerando
però che sono i problemi di una persona adulta: senza
decidere per lui, ma aiutandolo a valutare i suoi sentimenti e a
soppesare i pro e i contro. E lasciando che sia lui a dire la parola
decisiva. |
| Non dirà quindi: "Lei deve fare questo e
quest'altro". Dirà piuttosto: "A mio modo di vedere...",
"Penso che le cose stiano così e così... ", "Mi
sembra che i termini del problema siano questi... ", "Vediamo un po' i
pro e i contro delle varie possibilità che lei ha", "Qui
può esserci un rischio...", "Il vantaggio di questa
decisione sta qui...". |
| Uno
psicologo serio, insomma, lascia che la decisione finale sia del
paziente, buona o cattiva che sia. Se richiesto, può dare
tutt'al più un parere: che però è e
rimane solo un parere. Cioè un elemento fra i tanti su cui
il paziente deve basarsi per trarre le sue conclusioni. Anche quando le
scelte per lui si fanno difficili e l'autonomia gli è di
peso. |
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| Dott.ssa Silvia Bianconcini -
V.le De Amicis I tr. 4 - 40026 IMOLA (BO) - 335/6306663 |
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