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eliminare lo stress" |
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| "Bisogna eliminare lo stress" |
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| 2
agosto 2004 |
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| "Eliminare"
lo stress? |
| Può
sembrare superfluo soffermarsi a parlare di stress, dato che molti -
purtroppo - saprebbero descrivere alla perfezione cosa esso sia.
Peraltro questo sito non è nato per spiegare i concetti
della psicologia ma per parlare delle leggende metropolitane
psicologiche. Parlo di stress, quindi, solo per mostrare un certo
numero di luoghi comuni su questo argomento. |
| Il
primo luogo comune è l'idea che lo stress sia sempre e solo
un nemico da combattere ed eliminare. Per quanto possa risultare
sconcertante, la condizione psichica ideale per l'individuo non
è una vita assolutamente priva di impegni e di
sollecitazioni perchè questo risulta estremamente logorante.
Tanto che, incredibile ma vero, esiste anche uno stress da mancanza di
stress. |
| Pensate
a quanti sportivi, dopo avere vinto tutto quel che c'è da
vincere, vanno in crisi perchè non hanno più
scopi a cui tendere. Possono vantare successi innumerevoli, ma se la
domanda "adesso quali obiettivi mi do?" rimane senza risposta questa
non è una condizione ideale: appunto perchè la
mancanza di stimoli si rivela stressante tanto quanto un loro eccesso.
D'altra parte chiunque pratichi uno sport regolarmente, anche senza
essere un campione olimpico, sa che uno dei principali motivi per cui
si può smettere è proprio l'assenza di obiettivi,
il non sapersi dare delle mete nuove ogni volta che si è
appreso qualcosa di nuovo e si è raggiunto un determinato
risultato. Chi continua, invece, sa inventarsi un nuovo obiettivo a cui
mirare ogni volta che si è impadronito di un certo
risultato, si riserva sempre un ulteriore traguardo da raggiungere, un
altro limite da oltrepassare. Sa, insomma, come non farsi mancare gli
stimoli. |
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| Stress
positivo? Sì, grazie! |
| La
parola "stress" infatti non ha di per sè nessuna
connotazione negativa o positiva. Indica semplicemente lo sforzo che un
organismo fa per cercare di adattarsi all'ambiente in cui vive (ho
parlato di "organismi" e non specificamente di "persone"
perchè il termine si può usare indifferentemente
per gli esseri umani e per gli animali). Potremmo quasi dire che la
nostra vita è basata proprio su questi continui
aggiustamenti che mettiamo in atto, spesso, senza accorgercene. |
| C'è
dunque anche un modo positivo, benefico di essere stressati. E' quella
condizione in cui sentiamo che gli eventi ci stanno dando una bella e
salutare carica: nè troppa, perchè saremmo troppo
"tirati", nè troppo poca, perchè ci spegneremmo.
Non c'è un livello di carica "giusto" per chiunque. E'
esperienza comune che certe persone prediligono una giornata ricca di
stimoli e di cose da fare mentre altre vivono la stessa situazione come
un peso: ognuno ha il suo livello ottimale di carica. A ognuno quindi
il compito di trovare il suo livello ottimale di attivazione, quello
nel quale sente di funzionare al meglio. |
| Perche'
e' tanto importante sapersi stressare bene? Perche' solo se siamo
caricati nel modo giusto, ne' troppo ne' troppo poco, siamo in grado di
affrontare efficacemente la realtà attorno a noi. Pensate a
una persona che sostiene l'esame di guida. Sappiamo bene che egli
dovrà evitare di essere troppo "caricato": l'eccessiva
tensione abbassa la lucidità e la prontezza di riflessi.
Ciò significa, allora, che egli dovrà essere il
più possibile rilassato? La risposta è ancora no:
il troppo relax rallenterebbe i suoi riflessi e gli impedirebbe di
prestare la necessaria attenzione alla guida. Dovrà quindi
essere ben sveglio e attento, senza per questo sconfinare
nell'eccessiva emozione. In questo senso, quindi, un po' di tensione
non sarebbe male perchè gli darebbe quel minimo di
lucidità e reattività necessarie. |
| Perciò
quello da combattere è solo un certo tipo di stress, quello
che si allontana troppo dal nostro livello ottimale di carica. Quello
che ci fa stare in una condizione di eccessiva allerta o di esagerato
torpore. |
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| Anche
il corpo può essere stressato |
| Ed ecco
un altro luogo comune: di solito quando parliamo di stress abbiamo in
mente lo stress "psicologico". Pensiamo cioè all'insieme di
reazioni di natura emotiva che si possono avere di fronte a eventi di
un certo peso (un periodo duro sul lavoro, una malattia di una persona
cara, un lutto, ecc.). In realtà il termine viene usato
anche per indicare fatti fisici: anche il corpo può essere
sottoposto a stress. Una prova fisica faticosa, uno sbalzo di
temperatura nell'ambiente, il cambio di stagione: sono tutti esempi di
situazioni che è corretto definire stressanti anche se non
impegnano la mente, o la impegnano in misura limitata. |
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| Perchè
non fare una bella lista? |
| Le
situazioni che possono provocare stress sono in effetti parecchie e
probabilmente ognuno avrebbe le sue da suggerire. |
| Logico
che prima o poi a qualche studioso venisse in mente di stilarne un
elenco, e magari di farci anche una vera e propria graduatoria, dalla
più alla meno stressante. Lo hanno fatto, per la precisione
negli anni Sessanta del secolo scorso, due studiosi statunitensi di
nome Thomas Holmes e Richard Rahe in una serie di ricerche oramai
famosissime e continuamente citate. Essi volevano vedere se
c'è una relazione fra livello di stress e tendenza ad
ammalarsi. Fecero perciò migliaia di interviste per
raccogliere le esperienze più svariate e per classificare i
fatti della vita dal più al meno stressante. Ne venne fuori
un elenco di un centinaio di voci (se siete curiosi lo trovate
facilmente in rete, andate su qualunque motore di ricerca e digitate
"stress", sarete sommersi dal materiale). |
| Una
delle prime cose che colpiscono è che in questa lista non ci
sono solo fatti negativi ma anche eventi positivi. Demoliamo
così un altro luogo comune: l'idea che solo i fatti negativi
siano stressanti. In realtà possono essere logoranti anche
situazioni positive come il matrimonio, la nascita di un figlio, le
vacanze, una cospicua vincita in denaro (ricordate Peppone?), un avanzamento di
carriera... Tutte condizioni in cui siamo chiamati a un certo dispendio
di energie mentali, seppure per ottimi motivi. Dunque, situazioni
potenzialmente stressanti. |
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| Tutti
stressati allo stesso modo? |
| Ma
questa scala, come tutti gli elenchi costruiti su dati statistici, ha
una caratteristica da non trascurare: tratta tutti allo stesso modo. In
altri termini non ci dice cosa sia stressante per un singolo individuo,
ma cosa risulta più o meno stressante per la maggior parte
delle persone. E per giunta risale a parecchi anni fa. Mentre invece
è legittimo pensare che, cambiando il contesto
socio-culturale in cui vivono le persone, cambi anche quel che viene
vissuto come più o meno stressante. |
| Tanto
per fare un esempio: siamo sicuri che l'evento "licenziamento" abbia lo
stesso potenziale di stress per una persona degli anni 60 e per una del
2000? Sarà stressante allo stesso modo per un operaio che
vive in una zona molto industrializzata, con molte occasioni per
trovare un altro posto, e per uno che abita in un luogo in cui le
opportunità lavorative sono scarse? Per un operaio e per un
manager? Per un venticinquenne e per un cinquantenne? Per un abitante
degli USA e per un italiano, o un messicano, o un giapponese? |
| E
allora attenzione, perchè qui è in agguato
l'ennesimo luogo comune: c'è il rischio che si usi questa
scala alla stregua di uno di quei cosiddetti "test" (le virgolette non
sono casuali) da rotocalco. Un bell'elenco di tutto quello che ci sta
accadendo ultimamente assegnando tot punti per ogni evento che rientra
nella scala, calcoliamo il totale e... accidenti, abbiamo ottenuto un
risultato altissimo: vuol dire siamo stressatissimi e che ci ammaleremo
di qui a poco! |
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| Quello
che le scale non dicono |
| Avrete
capito che non funziona proprio così. Intanto
perchè ognuno, come abbiamo visto prima, ha il suo
personalissimo livello ottimale di stress "buono". E poi
perchè a stressare non è il fatto in
sè ma il senso che gli si dà. In altre parole,
non conta solo quel che mi succede ma anche come io lo vivo. E questo
dipende da un sacco di fattori: il mio carattere, il contesto
socio-culturale in cui abito, la mia età, l'atteggiamento
delle persone attorno a me, eccetera. Queste cose non può
prevederle nessuna scala. |
| Dunque,
occhio: non si può commettere l'errore di definire come sta
una persona esclusivamente in base ai risultati di una scala di
valutazione o a come si comporta sottoponendola a un test. Non
perchè la scala o il test siano sbagliati o inutili: ma
perchè non possiamo far dire ai test cose che essi non
possono dire. L'errore, il luogo comune, sta quindi non nella scala ma
nel modo in cui questi strumenti possono essere usati. |
| Comunque,
dato che l'argomento "test" sveglia sempre molto l'attenzione della
gente (e poi siamo in periodo di vacanze, e fare "i test dell'estate"
sotto l'ombrellone è un passatempo amato da molte persone),
ho pensato di dedicare al tema una pagina specifica a cui potete dare
un'occhiata. |
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| Dott.ssa Silvia Bianconcini -
V.le De Amicis I tr. 4 - 40026 IMOLA (BO) - 335/6306663 |
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